PUNTO D'INCONTRO
AI CAPPUCCINI
   
 Via Felicia Rasponi 1,3,5 - 48100 Ravenna
Tel 0544-30022
E-mail: puntodincontrofrancescano@alice.it
 

 

 

                          

    

 
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Quello che i giornali locali hanno scritto del
Le attività caritative che promuoviamo

       

Da “La Voce di Romagna”,  28 dicembre 2007

AL  PUNTO D’ INCONTRO AI CAPPUCCINI SI REGALANO CAPRE AI PAESI AFRICANI
di Martina Nicolazza ( Liceo Classico “Dante Alighieri “)

Si è davvero più generosi a Natale? Sarà il clima natalizio, ma sempre più persone sono sensibili alle necessità di popolazioni disagiate. Il Punto d’incontro Ai Cappuccini si occupa della realtà cittadina e delle persone invisibili, almeno all’apparenza, e coordina iniziative a sostegno del Dawro-Konta (Etiopia) e di altre missioni dei Cappuccini in Africa. Parlando con Laura Triossi, una volontaria della sede dei Cappuccini ( in via Felicia Rasponi), ci si può rendere conto di quanto, anche in una realtà piccola come Ravenna, ci siano molti emarginati e soprattutto si può comprendere tutta la passione che spinge i volontari ad aiutare le persone più sfortunate. Questo Natale, come già gli scorsi anni, il Punto d’incontro Ai Cappuccini ha sostenuto “l’operazione sportine”. Tale progetto prevede la distribuzione di 180 buste con generi alimentari vari a persone che vivono per strada. Un’altra proposta dei Cappuccini è quella del “regalo dirottato” che consiste nel versare un’offerta libera per sostenere uno dei progetti dei Missionari Cappuccini in Dawro-Konta (Etiopia); ad esempio la costruzione di un dispensario per i primi interventi sui numerosi ammalati della regione. Questa idea di dirottare i regali può apparire buffa, ma solleva dall’onere di girare per cercare un regalo per la famiglia o per i colleghi di azienda e permette di fare una buona azione. Alcuni hanno scelto di regalare una pecora o una capra alle famiglie più bisognose del Dawro-Konta e in questo modo migliorare notevolmente le loro condizioni di vita.
 

Da “CORRIERE ROMAGNA”,  30 novembre 2007 

UN CENTRO DI ASCOLTO PER CHI CHIEDE AIUTO 
di Federica Ferruzzi
 

IN DIECI MESI IL PUNTO D'INCONTRO "AI CAPPUCCINI" HA ACCOLTO QUASI 400 PERSONE

RAVENNA. Tra i primi a Ravenna ad aprire un centro di ascolto, il punto d’incontro "Ai Cappuccini" ha visto passare in dieci mesi di attività (riferita al periodo 2006/07) quasi 400 persone. In maggioranza si tratta di immigrati, provenienti principalmente dall'Est Europa (163), dal Nord Africa (70) e dall'Africa (62). A chiedere ascolto sono stati anche italiani (da settembre a giugno sono stati 49), seguiti dal punto di vista numerico, da cittadini dell'ex Jugoslavia (46).
In generale, gli utenti si sono recati nella sede di via Felicia Rasponi una sola volta in dieci mesi di attività (il servizio è disponibile dalle 14 alle 16.30 di ogni martedì). Tra i tanti che hanno dichiarato di avere una casa in cui vivere, ci sono però più di settanta persone che hanno ammesso di non avere un tetto, mentre 15 fanno i conti quotidianamente con gli spazi ridotti di una roulotte. La maggioranza (ben 328 persone) non ha un lavoro, mentre 69 ne svolgono uno in nero o sottopagato. Come sottolineato dalla responsabile Laura Triossi, "i dati di quest'anno non si discostano troppo da quelli registrati nel 2006, quando dal centro passarono 406 persone . E se i nuovi utenti l'anno scorso sono stati 269, quest'anno se ne sono contati circa 15 in meno". "A differenza del 2006 - riprende la Triossi - è calato il numero dei pensionai che faticavano ad arrivare alla fine del mese, forse anche perché la Caritas e i Servizi Sociali hanno incrementato la loro attività". Le persone a cui sono stai distribuiti indumenti sono in tutto 841, e poiché spesso hanno avanzato richieste anche per i propri familiari, i vestiti distribuiti hanno toccato quota duemila."Spesso - prosegue - si rivolgono a noi molte donne immigrate che ci chiedono materiale per la propria famiglia. Di solito sono senza lavoro, mentre il marito nella maggioranza dei casi, lavora saltuariamente".Utenti del servizio sono anche le numerose badanti che si occupano degli anziani ravennati, che si recano al mercatino dell'usato (il giovedì, dalle 14.30 alle18) per riuscire ad accaparrarsi, con pochi euro, vestiti, oggetti, libri. Per i più bisognosi invece il punto d'incontro ripropone ogni anno "l'operazione sportine", ovvero la distribuzione di generi di prima necessità (ma non solo). Chi vorrà - con un offerta che in genere si aggira sugli 8 euro, e che verrà raccolta durante le messe di sabato 1 e domenica 2 dicembre nella chiesa di via Oberdan - potrà contribuire al finanziamento del progetto. Coloro che invece desiderano dare un contributo più significativo, potranno sostenere i progetti attuati dai sette missionari cappuccini in Dawro-Konta, dove si sta lavorando alla costruzione di un dispensario. Piccoli gesti che in realtà possono significare molto per le comunità dell'Etiopia. Bastano infatti 25 euro per regalare una pecora, che per una famiglia del posto rappresenta una fonte di vita. Con poco più di cento euro invece si può invece aiutare un bambino, permettendogli di sottoporsi ad un'operazione agli occhi a cui diversamente non potrebbe ricorrere.


Da “
RisVeglio Duemila”,   9 giugno 2007

PRESENTATI A RAVENNA I PROGETTI MISSIONARI IN CORSO
di Fabrizio Casanova

Al termine dell'incontro promosso dal Punto d'Incontro Ai Cappuccini e tenutosi  lunedì  4 giugno alla Sala di via Oberdan 3, Ravenna, abbiamo chiesto ai due protagonisti, Carla Ferrari e Padre Gabriele Bonvicini che cosa ci fosse alla base della loro scelta di andare in missione e di servire le popolazioni povere.
"E' il mistero della vocazione - dice p. Gabriele, missionario in Etiopia dal 1974 - comunque io già da giovanissimo avevo il desiderio di partire per la missione".
Avevo diciotto anni - risponde Carla - e capii che non volevo vivere per me stessa, ma per gli altri. Così sono entrata nelle Ancelle dei Poveri (sono laiche che vivono 'in mezzo al mondo' per servire gli altri, facendo i voti di povertà, castità e obbedienza), e sono partita: prima dieci anni in India e poi, da 32 anni, sono in Etiopia.
Dopo l'introduzione di padre Dino Dozzi, Carla e padre Gabriele hanno illustrato, con l'ausilio di diapositive, i progetti di aiuto sociale in Dawro Konta - Etiopia - dove i missionari/e si danno da fare per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Nella località di Baccio è stato da poco aperto un dispensario che funge da Pronto Soccorso e mini-ospedale; per metà è stato finanziato dalla raccolta avviata dal Punto d'Incontro ai Cappuccini di Ravenna, con cui i missionari sono continuamente in contatto; anche la dotazione sanitaria giunge, per la maggior parte, dall'ltalia.
Lì sono frequenti gli interventi agli occhi e altri piccoli aiuti sanitari alle quaranta-cinquanta persone che lo frequentano giornalmente; molto diffuse sono malattie come il tifo, la malaria e l'aids. Per interventi chirurgici importanti, invece, occorre trasferirsi (su strade poco agevoli e con scarsi mezzi) in un ospedale posto a 60 chilometri di distanza.
La mortalità infantile, precisa Carla, è calata grazie alla massiccia campagna di vaccinazione. Ravenna aiuta la popolazione locale raccogliendo fondi, ma anche favorendo l'acquisto di pecore: se una famiglia etiope riceve una pecora avrà a disposizione latte e magari, in futuro, agnellini.
A Baccio sono presenti anche la casa delle Ancelle, la chiesa (con aule per inizia­tive pastorali) e la casa dei Missionari. La partecipazione alla S. Messa è più che discreta, pur considerando che solo l'1% della popolazione è cattolica, il resto si divide fra ortodossi (51%), musulmani (45%) e altre religioni.
Il reddito medio è meno di un dollaro al giorno  ! I missionari e le Ancelle fanno anche educazione alla salute, portano avanti progetti di alfabetizzazione e istruzione, aiutano i tanti orfani del Paese. 
Il sogno di Carla è di costruire un altro dispensario, in una zona sperduta non ancora "coperta" dal Governo, un po' come quello che padre Raffaele sta costruendo a Duga. Un sogno che per realizzarsi  ha bisogno anche del  nostro aiuto.


Da “La Voce di Romagna”,   6 febbraio 2007

Dal Classico e dallo Scientifico un aiuto ai Missionari Cappuccini

I RAGAZZI DEI LICEI PER L’AFRICA

Il Punto d’incontro Ai Cappuccini di via Felicia Rasponi vuole rendere pubblico lo slancio di solidarietà manifestato dagli studenti del Liceo Classico “Alighieri” e del Liceo Scientifico “Oriani”. Sensibilizzati dai loro insegnanti, hanno raccolto una bella somma di denaro per sostenere i progetti di aiuto economico e sanitario portati avanti dai Missionari Cappuccini in Etiopia e in Centrafrica. Hanno comprato: pecore per consentire la sopravvivenza di tante famiglie in condizioni di estrema povertà; quaderni e altro materiale scolastico per favorire la frequenza scolastica dei bambini; cemento e mattoni per contribuire alla costruzione di un ospedale per la prevenzione e la cura dell’AIDS; latte e generi alimentari per un centro nutrizionale. Il Punto d’incontro commenta così la vicenda: “In tempi in cui i giornali ci informano sempre più spesso di giovani i cui comportamenti suscitano condanna e riprovazione nell’opinione pubblica, la sensibilità e la generosità degli studenti liceali di Ravenna sono una bella lezione per tutti e meritano gli onori della cronaca”. Per chi volesse aiutare i missionari c’è il mercatino in via Felicia Rasponi ogni giovedì dalle 14 alle 18.

 

Da “La Voce di Romagna”,  23 dicembre 2006

UNA SPORTINA PIENA DI VIVERI

Campagna di beneficenza dei Cappuccini  
di Federico Spadoni

E’ iniziata l’Operazione sportine. Si tratta della distribuzione ai bisognosi di sportine contenenti viveri e prodotti di primo consumo; un’iniziativa ideata dal Punto d’incontro Ai Cappuccini di via Felicia Rasponi,1. Il centro, gestito da padre Dino Dozzi, è promotore di diverse attività di solidarietà che da tempo hanno attirato l’attenzione di chi si occupa del settore.
Numerosi i progetti portati avanti dai volontari durante tutto l’anno. Un laboratorio “Ago e filo”, una guida all’uso dell’ago per riparare gli indumenti ( tutti i giovedì dalle 16,30 alle 17), “Conversazioni” degli incontri per favorire l’apprendimento della lingua italiana e il “Centro d’ascolto e distribuzione” in cui si aiutano i bisognosi dialogando e distribuendo indumenti. Proprio dal successo del centro d’ascolto - avviato tre anni fa e frequentato da circa 400 persone - è nata l’operazione sportine.  “Ad essere coinvolta è l’intera comunità della chiesa dei Cappuccini - precisa Laura Triossi, membro dei volontari del centro- che con le offerte versate già dal mese di novembre permette l’acquisto di viveri. Segue la preparazione di 150 sportine che contengono cibi a lunga conservazione”. I destinatari sono le persone che passano per il centro d’ascolto, ormai diventato un punto di riferimento per extracomunitari e non, a prescindere dal proprio credo. Molti sono anche i nuclei familiari che chiedono appoggio. Per questo si cerca di distribuire anche giocattoli e vestiti per i bambini meno fortunati.
L’intero progetto è realizzato grazie al prezioso contributo del supermercato Conad di via Galilei che garantisce ai volontari del centro un prezzo ridotto sui prodotti acquistati.
Da ricordare è anche il mercatino dell’usato che viene allestito presso il centro ogni giovedì dalle 14,30 alle 18. La vendita di indumenti, libri e oggetti vari permette -oltre ad offrire prodotti a basso prezzo- di sostenere i progetti dei missionari cappuccini in Etiopia.


Da “CORRIERE ROMAGNA”,   6 dicembre 2006 

Iniziativa con i frati Cappuccini

GLI ALUNNI DELLA GHISELLI AIUTANO L’ ETIOPIA 
di Federica Ferruzzi
 

Gli studenti della succursale Ghiselli della scuola media Damiano - Novello hanno dato prova di altruismo aderendo ad un’insolita iniziativa lanciata dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini di Ravenna.  Il progetto, promosso e sostenuto dai padri Cappuccini dell’Emilia Romagna nella missione del Dawro-Konta è denominato “Una pecora per il Dawro”.
Tramite l’insegnante vicepreside, prof.ssa Capurso, i ragazzi hanno raccolto un’ingente somma di denaro per acquistare un gregge in Etiopia. Una pecora per ogni famiglia povera è una risorsa preziosa e rinnovabile.  I giovani studenti hanno dato una lezione a quanti non guardano oltre il ristretto e personale orizzonte geografico. L’esempio di altruismo potrà essere seguito dai cittadini che, per aiutare i missionari Cappuccini in Etiopia, potranno recarsi al mercatino dell’ usato ogni giovedì dalle 14 alle 18, nella sede del Punto d’Incontro in via Felicia Rasponi.
 

Da “La Voce di Romagna“,   5 dicembre 2006

La "Ghiselli" acquista un gregge per l'Etiopia

RAVENNA- Il punto d'incontro Ai Cappuccini di via Felicia Rasponi 1, vuole segnalare la sensibilità  e  lo slancio di solidarietà degli studenti della succursale Ghiselli della scuola media Damiano -Novello. Tramite l'insegnante, la vicepreside prof.ssa Capurso, gli studenti hanno in breve raccolto una somma di denaro per acquistare un gregge in Etiopia. Trattasi dell'adesione ad un progetto denominato "Una pecora per il Dawro" promosso e sostenuto dai cappuccini dell'Emilia Romagna , nella missione del Dawro Konta. Una pecora per ogni famiglia povera è una risorsa preziosa e rinnovabile. Per aiutare i missionari cappuccini in Etiopia , c'è il mercatino dell'usato ogni giovedì dalle 14 alle 18, al punto d'incontro in via Felicia Rasponi.


Da "CORRIERE ROMAGNA",   1 dicembre 2006

STORIE "INVISIBILI" DI ORDINARIA POVERTA' 
di Federica Ferruzzi   

Cresce in città l'impegno dei cappuccini per i bisognosi

Ravenna. Sono in aumento, già rispetto all'anno scorso, le persone che ogni martedì, dalle 14 alle 16.30, si rivolgono al punto d'ascolto " Ai Cappuccini" di via Felicia Rasponi. Aperto dal 2003, il punto rappresenta un vero riferimento per le persone "invisibili", spesso senza documenti, che necessitano di assistenza e di indumenti. ma accanto agli immigrati, che a volte si fermano anche solo per scambiare due parole, sono sempre di più le richieste da parte di pensionati e di ravennati che non riescono ad arrivare a fine mese. "L'anno scorso, da settembre a giugno, sono stati registrati 397 contatti - commenta Laura Triossi, responsabile - Se prima, in media ne contavamo circa sedici, oggi ne registriamo non meno di ventitre per volta e i dati ci dicono che sulla totalità dei casi, circa 261 vengono segnalati come "nuovi clienti". Di questi, se 168 provengono dall'Europa dell'est e 81 sono nordafricani, ben 53 sono invece locali. Situazioni precarie sono state percepite anche per persone inserite regolarmente nella società -racconta - ma che hanno perso il lavoro e devono comunque provvedere alla famiglia". Come recita il nome, spesso il servizio rappresenta anche solo un punto in cui ricevere ascolto, e da cui essere dirottati verso centri più specifici. "Qualche giorno fa, ad esempio, è arrivata una ragazza marocchina davvero disperata, che ci ha voluto raccontare di come i ladri le avessero svaligiato la casa". Come ogni anno infine, anche per questo week-end il centro distribuirà una ricca sportina piena di alimenti di prima necessità, frutto della solidarietà di chi vorrà contribuire con un'offerta di otto euro. Chi fosse interessato può rivolgersi al centro (0544-213362) o visitare il sito www.aicappuccinidiravenna.it.  


Da ”RisVeglio Duemila”,  24 dicembre 2005

“Un letto, un vestito, un pasto caldo e amicizia: i veri doni”  
di
Fabrizio Casanova

Siamo a Natale: tutti pronti,dopo giorni frenetici trascorsi in giro per negozi, allo scambio dei doni, al pranzo luculliano in famiglia, ad una serata al cinema o al ristorante… e poi, ma sì, perché no? A Natale si può anche andare a Messa, perché “ fa bene”. Inutile riempire queste colonne di retorica: almeno chi scrive, non si aspetta certo di essere” più buono” a Natale; basterebbe che le testimonianze di vita, una vita sofferta, disagiata, o sulla via del recupero, come quelle che pubblichiamo in questa pagina, servissero a vivere in modo più consapevole e meno consumistico la Natività di Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Natale al Ceis…
Gruppo Famiglia Minori…
La tavola e il letto di San Rocco…
L’opera della Stella Maris
Punto d’incontro “Ai cappuccini”

Per alcuni il regalo di Natale sarà un vestito usato ( ma rimesso a nuovo) o una sportina di alimenti: sono le persone, una trentina ogni volta, che al martedì pomeriggio si recano al Punto d’incontro “Ai cappuccini” per parlare con i volontari laici e con i membri dell’Ordine Francescano Secolare e ricevere da loro aiuto. Sotto la supervisione di padre Dino Dozzi, qui da anni si sta portando avanti un lavoro duplice: da un lato si aiutano immigrati, extracomunitari (nel 2004 quasi 400 persone aiutate, oltre a 403 “ritorni”) ed italiani, attraverso la raccolta e poi distribuzione di vestiti o l’Operazione sportine che si fa a Natale grazie anche al contributo dei fedeli. Si aiutano anche gli stranieri ad inserirsi nella società: in particolare per i problemi legati alla lingua ( si fanno conversazioni in italiano una volta la settimana), al lavoro, alla casa, alla salute. Dall’altro il Punto d’incontro fa anche opera di formazione spirituale e culturale con incontri mensili di spiritualità, occasioni di dialogo e approfondimento. Senza dimenticare lo sguardo oltremare: il laboratorio missionario, il mercatino dell’usato e la lotteria annuale servono per sostenere i progetti dei Missionari Cappuccini in Dawro-Konta (Etiopia).
“Da noi – ci dice Laura Triossi, una delle volontarie – le persone trovano disponibilità: le facciamo entrare e siamo pronti ad ascoltarle; per quanto ci è possibile, le aiutiamo a risolvere i loro problemi. Pensi che ci sono tanti bambini e tante mamme in difficoltà, o famiglie intere che non riescono a sbarcare il lunario. Ci sono numerose badanti che, appena non si ha più bisogno di loro, vengono licenziate e, se non trovano lavoro nel giro di alcuni mesi, rischiano l’espulsione. Non mancano i nostri pensionati che si fanno vedere specie verso la fine del mese. Devo dire che Ravenna continua ad essere solidale: per l’Operazione sportine ci sono giunti tanti fondi ed anche di vestiario ne riceviamo tantissimo”.


Da “Il Resto del Carlino”,  15 novembre 2005

Inchiesta di Michela Casadei sulle” Nuove povertà”

CAPPUCCINI: Al Punto d’incontro aumentano le persone indigenti
A caccia di scarpe usate per risparmiare

Anche le lunghe file davanti al mercatino dell’usato di via Felicia Rasponi, al Punto d’incontro “Ai cappuccini”, parlano chiaro. “Il martedì è dedicato alla distribuzione gratuita di indumenti ai bisognosi. Cerchiamo di dare un aiuto a tutti, ma negli ultimi tempi sono molto aumentate le persone in difficoltà. Il giovedì c’è il mercatino che è aperto a tutti. In questo caso l’abbigliamento ha un costo, se pur minimo e il ricavato dalla vendita viene destinato a sostenere i progetti dei Missionari cappuccini in Etiopia” Laura Triossi, una delle volontarie, spiega che anche in questa seconda giornata il mercatino dell’usato è popolatissimo: ”Fra quelli che comprano sicuramente sono in forte crescita le persone povere, gente, per intenderci, che acquista per necessità e per la quale tre euro per un paio di scarpe di seconda mano è  già un prezzo molto elevato” A fare la spesa di abiti usati , perché non possono permettersi  di andare nei normali negozi, sono soprattutto extracomunitari. “Il disagio, però, è visibile anche tra gli italiani: fra questi molti giovani che vengono dal Sud , ma anche ravennati, soprattutto anziani soli che stentano ad arrivare a fine mese”
 

Da "CORRIERE DI RAVENNA",  21 febbraio 2005

CON  I  FRATI  CAPPUCCINI  LA  SOLIDARIETA'  E'  DI CASA
di Federica Ferruzzi.

Il "Punto d'Incontro"di via Felicia Rasponi non offre solo aiuti materiali. In meno di un anno assiste circa mille persone.

Sorto come attività dell'ordine francescano secolare, esiste un "centro" in città che, partendo dalla solidarietà, è diventato un importante punto di riferimento per chi ha bisogno. Grazie all'impegno di circa 35 tra volontari e frati, al "Punto d'incontro ai Cappuccini" di via Felicia Rasponi, non si ricevono solo indumenti, coperte, cibo,ma anche e soprattutto tempo prezioso dedicato all'ascolto. Dal 2003 infatti, all'interno della struttura che ospita gli sportelli per il contatto col pubblico, si è creato un luogo d'ascolto in cui le persone vengono accolte per essere sentite su necessità che vanno oltre la richiesta di una semplice coperta. Questo processo ha fatto in modo che da ottobre 2003 a giugno 2004, il Centro sia stato in grado di assistere all'incirca un migliaio di persone. Oltre alla città, a cui  il Centro si interessa anche con incontri volti a promuovere la formazione spirituale e culturale , il Punto d'Incontro si occupa inoltre di missioni all'estero, e più precisamente in Etiopia. " Sostanzialmente - spiega la volontaria laica Laura Triossi - sono tre  le iniziative portate avanti dal Centro. La prima è quella di raccolta, che riguarda articoli di qualsiasi genere, dai piatti ai vestiti. Tutto ciò che si riesce a raccogliere viene passato in rassegna per essere inviato, a seconda della qualità dei materiali, al macero, o per essere distribuito ai poveri nella giornata del martedì dalle 14 alle 16, o ancora per essere collocato tra gli oggetti che costituiscono il mercatino, aperto il giovedì dalle 14,30 alle 18. La seconda - continua - riguarda invece la raccolta per l'aiuto alle Missioni in Etiopia, i cui fondi sono realizzati dal ricavato del mercatino, dalla confezione e vendita di lavori di ricamo del laboratorio missionario- il martedì dalle 15 alle 17 - e dalla lotteria annuale, la cui estrazione avverrà domenica 1 marzo, e i cui biglietti possono essere acquistati il giovedì durante l'orario di apertura del mercatino. Tutto il ricavato andrà a sostenere i progetti del missionari cappuccini nel Dawro-Konta. In ultimo - conclude- abbiamo organizzato nel terzo mercoledì del mese, dalle 17,30 alle 19,una serie di incontri dedicati al dialogo e all'approfondimento di grandi temi, letti attraverso il messaggio francescano, grazie al supporto di padre Dino Dozzi, superiore dei Cappuccini, ma anche biblista, giornalista e studioso". Sebbene non sussista un vero e proprio rapporto con il "Banco Alimentare", come avviene per Parrocchie e Caritas, il Centro, a partire dal Natale scorso, ha dato il via all'operazione sportine, " iniziativa che- spiega Laura - grazie ad una speciale convenzione con il supermercato Conad di via Galilei, offre ai poveri qualcosa di sfizioso da consumare, latte cioccolato e biscotti. Viveri agili che non richiedono cottura". Dalle lezioni d'italiano a quelle di cucito. dagli incontri di approfondimento in via Rasponi, al finanziamento dei progetti nella lontana Africa, il Centro testimonia come l'impegno di poche persone,  molto motivate, renda possibile una rete di sostegno reale per chi ha bisogno.


Da “
La Voce di Romagna”,  13 gennaio 2005

LA SOLIDARIETA’ ABITA IN VIA RASPONI 

di
Annamaria Gradara  

Distribuiscono abiti e cibo; più di mille le persone
raggiunte

Una stradina secondaria, stretta tra il Convento dei cappuccini e il Duomo. Una strada anonima e spoglia, per tanti bisognosi – volti che non si vedono o non si notano,davanti e intorno alle eleganti vetrine del centro cittadino – l’indirizzo dove trovare qualcuno che ti allunga una mano. Per degli abiti che riscaldino, per un pasto, per un po’ di conforto, per ricevere consigli. In via Felicia Rasponi, a lato del Convento dei cappuccini, stanno i volontari del Punto d’incontro che, dall’ottobre 2003, funziona a pieno ritmo come centro di ascolto e distribuzione di indumenti e cibo, ai poveri della città. Operosi volontari che hanno trasformato vecchie stanze e stanzoni in un luogo di accoglienza aperto almeno un paio di giorni a settimana, il martedì e il giovedì. Portando avanti così un’attività di carità – legata in primo luogo alla distribuzione di indumenti – che ha avuto da decenni nell’Ordine dei francescani secolari il punto di riferimento. Oggi sono almeno 35, tra francescani secolari e volontari laici, le persone che mettono a disposizione parte della propria vita per organizzare i servizi del Centro d’ascolto di via Felicia Rasponi.
Laura Triossi, la portavoce del Centro, ci accoglie con una determinazione contagiosa. “Sono una laica – racconta – ho trovato qua un luogo dove potere essere utile, impiegare il mio tempo ora che mia figlia è grande”: Si è rimboccata le maniche, Laura, e, insieme agli altri volontari, è riuscita a dare un’organizzazione, diciamo così, “moderna” a un’opera di carità già funzionante da tempo. “Quando ho cominciato, qua già passavano tante persone. Insieme agli altri volontari ci siamo accorti che non potevamo limitarci a dare alle persone che si rivolgevano a noi solo degli indumenti, del cibo. Chiedevamo alle persone “Cosa fai”, “Da dove vieni”. Così queste persone entravano ed entrano tutt’oggi, trovano qua un tavolo dove potersi sedere per mangiare, delle sedie dove riposarsi. Si siedono e parlano. Ma se qualcuno non vuole parlare non fa niente. Va bene lo stesso. Noi siamo qui”.  E’ nato così il Centro d’ascolto. Nell’ottobre del 2003. “Alla fine di giugno 2004- riferisce Laura Triossi - le persone che si sono rivolte a noi sono state 384. A questa cifra va aggiunto il fatto che alcuni di loro hanno preso cose, abiti o cibo, per altre 137 persone. Abbiamo anche contato il numero di bambini che queste persone hanno detto di avere con sé e siamo arrivati alla cifra di 509”.  Sono quasi un migliaio i bisognosi che il Punto d’incontro “Ai cappuccini” ha potuto raggiungere con i propri servizi.
I poveri, qui, ricevono abiti che vengono raccolti, selezionati, distribuiti dai volontari. “La città è generosa – racconta Laura – ma del resti i clienti non ci mancano”. E che storie,dietro a quelle mani che si stendono per ricevere un aiuto. “Che storie” dice Laura, e non occorre neppure entrare nel merito per immaginare scenari di difficoltà estrema, anche in una città come Ravenna. Storie di uomini e donne. “Soprattutto le donne, ti colpiscono di più. Donne che vengono, spariscono, tornano”. Donne fuggite da paesi in guerra, o dalla miseria, o spesso tutte e due. “Ricordo un’anziana croata – dice Laura – Ha perso il marito e il figlio, i serbi hanno bruciato il suo villaggio. Ha messo le sue cose in una borsa e ora fa la barbona qua, vive per strada, chiede l’elemosina per trovare i soldi per andare a dormire all’ostello”.
Oltre agli indumenti, i poveri che si rivolgono al Punto d’incontro ricevono anche sportine di alimenti. Le borse sono pagate dalle offerte dei cittadini e realizzate grazie al supermercato Conad Galilei oppure grazie alla collaborazione del Banco alimentare. Per Natale ne sono state preparate circa 150. C’è anche il laboratorio “Ago e filo” al Centro. Perché in certe condizioni imparare a riparare un indumento ha la sua importanza. E poi ci sono le “Conversazioni”, l’insegnamento della lingua italiana, il giovedì pomeriggio. Ma soprattutto ci sono persone grazie alle quali è possibile dare concretezza alla parola solidarietà.


Da “
La Voce di Romagna”,  13 gennaio 2005

UN AIUTO ANCHE AL SUD EST ASIATICO
di
Annamaria Gradara

Con il mercatino dell’usato contributi alle missioni in Etiopia

Un aiuto ai poveri della città. Ma anche un aiuto alle popolazioni dell’Etiopia, attraverso i missionari cappuccini in DawroKonta. E un aiuto, in questi giorni, ai paesi colpiti dal maremoto, nel sud est asiatico. C’è anche questo tra le attività che partono dal Convento dei cappuccini e dal Punto d’incontro di via Felicia Rasponi. Una realtà che ha in padre Dino Dozzi la sua guida. Ed è stato il padre a indirizzare i volontari verso l’iniziativa che li vedrà oggi attivi per raccogliere fondi per le popolazioni colpite dalla catastrofe naturale lo scorso 26 dicembre. Il ricavato di oggi del tradizionale mercatino dell’usato del giovedì pomeriggio ( ore 14,30-18 ), sarà infatti interamente devoluto a un paese dell’India meridionale, distrutto dall’onda dello tsunami. I soldi che saranno raccolti nella giornata di oggi – ma ci sarà tempo per la raccolta fino al 20 gennaio – saranno affidati a Philo, una donna indiana, appartenente all’ordine delle Ancelle dei poveri, originaria di Cochin, in India, dove si recherà personalmente per portare soccorso ai propri connazionali. Il mercatino dell’usato, ma anche il laboratorio di confezione e vendita di lavori di ricamo e cucito, sono le attività principali attraverso le quali cappuccini, francescani secolari e volontari laici raccolgono fondi per aiutare le missioni in Etiopia. I progetti sostenuti sono diversi e mirati. Per la fornitura di acqua potabile, per l’adozione scolastica, ma anche per consentire alla popolazione di acquistare pecore, fondamentale fonte di sostegno. Durante le feste natalizie i ravennati, con i propri contributi, hanno consentito l’acquisto di una trentina di pecore, con donazioni di 25 euro. Piccoli grandi gesti.