PUNTO D'INCONTRO
AI CAPPUCCINI
   
 Via Felicia Rasponi 1,3,5 - 48100 Ravenna
Tel 0544-30022
E-mail: puntodincontrofrancescano@gmail.com
 

 

 

                          

    

 
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Quello che i giornali locali hanno scritto di
Leggiamo e parliamone insieme 2006-2007
 
             

Da “RisVeglio Duemila”, 26 maggio 2007

Conclusi gli incontri "Ai Cappuccini"

LE VIE DEL RISPETTO
di Giuseppe Vincelli

La serie di incontri organizzati dal centro"Ai Cappuccini" sin dallo scorso dicembre aveva lo scopo precipuo di confrontare, su alcuni temi significativi del vivere d'oggi, giovani e adulti, laici e religiosi, credenti e non credenti. L'ultimo incontro della serie si è svolto mercoledì 16 maggio con un programma completamente rinnovato per lasciare la ribalta ai giovani liceali. Il tema proposto era: "II rispetto: dobbiamo ancora impararlo?"
 Dopo una rapida introduzione della prof.ssa Laura Montanari, che ha ricordato come il rispetto vada indirizzato verso molte direzioni (da se stessi ai vicini e ai lontani; dagli oggetti all'ambiente; dalle regole alla vita), la parola è passata ai rappresentanti di ben quattro classi del Classico e dello Scientifico che in preparazione di questo evento avevano lavorato in aula per offrire una sostanziosa esposizione.
 E' parso significativo che i giovani fossero i primi a enunciare sul rispetto osservazioni giudiziose e di notevole spessore. Rispetto è non lasciarsi andare abbandonandosi alla trascuratezza e magari alla droga; è non accettare acriticamente le idee altrui, ma accoglierle mentre si mantiene la propria opinione; è avere cura della vita, difendendola dalla guerra come dalle pratiche abortive. Il rispetto è sia orizzontale (per curare i rapporti tra gli uomini) che verticale (per salvaguardare l'autorità che ci offre esempi degni nel contesto relazionale) perché esso non è isolamento ma risorsa per attingere con umiltà ai valori fondamentali del nostro consorzio sociale. E' stato offerto dunque dai giovani un mosaico di idee che ha consentito poi agli "adulti" di tirare le opportune conclusioni.
 Padre Dino Dozzi, direttore della rivista Messaggero Cappuccino, rilevando che le idee presentate erano in sintonia con il pensiero cattolico, ne ha concluso che il rispetto di Dio verso di noi uomini si è espresso sin nel preservare la nostra identità (ciò che noi siamo) e libertà, così come è descritto nella parabola evangelica del "figliol prodigo". Il dott. Francesco Medri - medico sportivo, cultore di medicina alternativa e già allenatore dell'Olimpia Teodora - ha svolto invece il ruolo del pensatore laico per concludere che l'avversario con cui spesso dobbiamo lottare non è l'altro, che è in genere da accogliere e rispettare, ma è dentro noi stessi quando ci fa ammirare chi è in malafede, chi fa il furbo, chi non rispetta le norme sociali attraverso cui rendiamo il nostro procedere più dignitoso e degno. Alcuni interventi dal pubblico sono stati utili e validi per completare l'illustrazione di un bel pomeriggio di sana socialità, con l'invito a leggere gli autori classici, che aiutano a formare il senso critico, o a ripassare la Costituzione, che può orientarci alla conoscenza di diritti e doveri. In chiusura la prof.ssa Laura Triossi ha garbatamente ringraziato per gli ausili raccolti dalla manifestazione nel corso del semestre intorno al tavolo ideale del centro.


Da “
RisVeglio Duemila”, 28 aprile 2007

TEMPO: UN BENE DI CONSUMO O OCCASIONE PER REALIZZARCI?
di Giuseppe Vincelli

Un nuovo incontro al crocevia “Ai cappuccini – Leggiamo e parliamone insieme” è stato dedicato lo scorso 18 aprile a riflettere sul tempo. Come altre volte, è stato un efficiente laboratorio in cui diverse energie hanno concorso per aiutare a cogliere un particolare aspetto della vita di oggi. Questa volta abbiamo visto all’opera la fresca ispirazione di Philip Gronig ( regista del film “Il grande silenzio” dedicato alla vita della comunità certosina della Grande Chartreuse di Grenobl), l’ingenua tenacia dei giovani della IVA del Liceo Oriani, che hanno riferito della loro esercitazione fatta in classe, la ben nota esperienza didattica di padre Dino Dozzi, direttore della rivista Messaggero Cappuccino, nonché l’appassionata testimonianza della dott. Alba Trombini, psicologa ed esperta di comunicazione museale per le province di Ravenna e di Modena, reduce dalla conduzione di un corso appena concluso sulla percezione del tempo. Hanno coordinato queste varie risorse i docenti del Gruppo cultura del Punto d’incontro Ai Cappuccini, che si sono valsi anche del contributo fornito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
Obiettivo della ricerca, dunque, una riflessione sul tempo, che in ogni epoca ha raccolto l’interesse dell’uomo pensante, almeno a partire da Platone e da Sant’Agostino. Ma la domanda che faceva da sottotitolo alla manifestazione: “Un bene di consumo?” indicava l’invito a collocarsi su un piano di quotidianità, a osservare la problematica del tempo nell’odierna realtà occidentale, dove tutto tende ad acquisire un valore economico. Da un lato sembra che il tempo ci manchi, che sia un bene prezioso da preservare e usare con cautela. Dall’altro, come il tempo per i cappuccini, pare che si dilati, come per una candela che si spegne lentamente, tanto che non meriti impegnarsi per costringerlo in azioni e progetti di breve respiro.
C’è un mistero nella percezione del tempo e delle sue tre dimensioni: il passato, custode della memoria, il futuro, scrigno dei sogni e dei progetti, e il presente, in cui si creano i pensieri e le emozioni che formano la nostra vita.
Padre Dino Dozzi ha inserito il tempo nella prospettiva cristiana, per la quale il presente è il “kairos”, l’occasione propizia per realizzarci e incontrare noi stessi, gli altri e, soprattutto, Dio: quel Dio che per amore è entrato nel tempo e si è lasciato incontrare ( ha perso tempo con noi) per ispirarci la “qualità” di cui dobbiamo riempire il tempo, fino a comprendere che la vita non ci sarà tolta, ma verrà trasformata in eternità.
Alba Trombini ha invece preferito al riguardo porre in evidenza la funzione creativa del pensiero. Non è un caso che ogni persona percepisca diversamente la sequenza temporale e può essere a disagio se nel silenzio sente l’ansia dell’ improduttività o, invece, nel benessere se nel tempo che passa coglie un’emozione che la fa vibrare. Nel tempo infatti germina il pensiero, e poi l’azione in cui ciascuno si realizza. Bisognerebbe che ognuno fosse consapevole di questo continuo germinare e non invece perdersi ( soprattutto i giovani) e sentirsi in balia degli altri, appiattiti in funzione di stereotipi dell’età, o del genere, o del ruolo.  Cogliendo dentro di noi il pensiero continuo – non in chiusura, ma in ascolto-  possiamo contribuire, con ciò che in noi si crea, alla vita del mondo intorno. Ciò che può sembrare un consumo di tempo in sé non è male se ci permette di esprimere con sincerità le nostre scelte genuine, importanti perché vere. Pochi cercano momenti di silenzio per ascoltare il tempo e, con esso, i propri valori ( amore, libertà, ecc.) e le proprie difficoltà, e farsene carico negoziandoli con quelli del contesto in cui si vive.
Ma attenzione va posta ai tempi lunghi (now for next) in cui la vita trabocca dal presente: tollerare l’attesa, rifiutare l’impazienza dei nostri giorni, o scoprire in essa il desiderio che ci anima, come sostegno per perseguire i nostri obiettivi più sentiti.
“Anche Gesù passava spesso momenti in ascolto e in preghiera”- è l’ultimo commento di padre Dozzi - “ e così fanno ancora oggi i frati, nell’ascolto e nel sentirsi unici e diversi, pur nella fraternità”.


Da “RisVeglio Duemila”, 10 marzo 2007

Un incontro sul ruolo della famiglia

COMUNITA’ EDUCANTE
di Giuseppe Vincelli

Mercoledì 28 scorso si è avuta l’impressione al Punto d’incontro ai Cappuccini che il tema  (Famiglia. Comunità educante o da educare?) fosse talmente noto che tutti gli invitati a parlarne, prima di affrontarlo, volessero fissare le coordinate del tema stesso e dei rispettivi ruoli nell’avvicinarlo per essere in posizione di forza nella successiva discussione. Quindi prima i particolari, i dettagli tecnici, i ringraziamenti, poi ( se fosse rimasto tempo) il problema in sé. Ma il tempo non c’è stato, la discussione non si è avuta. Il problema è rimasto quello che era, per niente piccolo e poco urgente, visto che - come ha detto padre Dino Dozzi nel primo intervento - avevamo sotto osservazione la crisi della più basilare e antica cellula della vita umana associata: la famiglia, preposta alla conservazione dei valori essenziali, quali lo stare insieme, il pregare, il reggere ai sacrifici, il comprendere la realtà.
I giovani (oltre una decina) della VAP del liceo Classico Dante Alighieri hanno anteposto i bisogni dei figli: ricevere ali e radici, prepararsi alla libertà, educarsi alle relazioni…
Il dottor Roberto Moretto, psicoterapeuta, da parte sua, ha commentato con sottolineature umoristiche le situazioni che frequentemente si presentano nei quadri familiari offerti all’osservazione dell’”esperto”. Così, ad esempio, è stato significativo come egli ha brillantemente voluto distinguere - parlando della libertà -  tra il “confine” dell’ambito personale in cui il giovane può gradualmente allargare il suo spazio, e il “limite” che va assolutamente rispettato per sé e per gli altri, in esso consistendo l’esito dell’educazione alla vita sociale. E’ tornata alla memoria del cronista le terribile scena del naufragio del Titanic: una danza sopra l’abisso, mentre nessuno comprende il pericolo che si profila. Una società in cui le cellule sono incapaci di gestire, come si è via via osservato, la preparazione dei giovani, l’armonia dei genitori, i rapporti con le altre strutture sociali ( la scuola, la Chiesa, i poteri politici, i mass media…) è una società destinata al fallimento.
La voce di un genitore che in chiusura si è levata dal pubblico ha efficacemente espresso l’allarme e l’insoddisfazione per un evento che in questo senso ha mancato il bersaglio di segnalare il pericolo e di cercare i rimedi. Ciò vale soprattutto per i giovani che, pare, si stanno assuefacendo a dosi crescenti di letale tranquillità.
 

Da “La Voce di Romagna”, 2 marzo 2007

Tra laicità e religione,animato dibattito al Punto d’incontro ai Cappuccini

IN FAMIGLIA TROPPO CONSUMISMO: PAROLA DEI RAGAZZI
di Federico Spadoni

Sotto il riflettore dei media, tra critiche e arringhe di difesa, la famiglia si rivela uno dei temi più discussi. Ed è proprio per la sua attualità e, al tempo stesso, per la sua storia che l’associazione Punto d’incontro ai Cappuccini, per il ciclo di conferenze “Leggiamo e parliamone insieme”, ha tenuto nell’aula magna del liceo scientifico Oriani, un dibattito sul tema: Famiglia. Comunità educante o da educare?: questo il titolo scelto da padre Dino Dozzi e dai suoi collaboratori per circoscrivere un argomento che apre numerose strade di interpretazione. Costante la formula del confronto tra realtà sociali differenti, che ha visto tra i relatori padre Dozzi per il punto di vista religioso, gli studenti delle classi IIIB e VAP del liceo classico Dante Alighieri, e lo psicoterapeuta Roberto Moretto. Ad introdurre il tema alcune sequenze del film “Casomai” di Alessandro D’Alatri. A seguire, il discorso di padre Dozzi che ha precisato il ruolo della Chiesa sull’argomento, senza nasconderne l’atteggiamento a volte invasivo nell’esprimere opinioni. “Si deve ricordare che la famiglia è più antica del Cristianesimo e della Bibbia. E’ un’istituzione che è sì educante, ma, come qualsiasi realtà analoga, deve anche esser educata prima dell’atto comunicativo”. Come non parlare di famiglia quale luogo privilegiato di trasmissione dei valori fondamentali dell’onestà e dell’amore. Principi che, secondo padre Dozzi, ”possono essere appresi pienamente nel nucleo familiare”, e perché no, con la riscoperta del ruolo delle preghiera. Ricco di citazioni l’intervento dei ragazzi del liceo classico che, ragionando per opposti, hanno cercato di individuare il modello della famiglia ideale. Particolarmente sentito dagli studenti l’attaccamento morboso della società ai beni di consumo. “La società dell’avere porta alla degenerazione dei rapporti familiari, facendo credere che la relazione più stabile si costruisca accontentando e concedendo”. Emblematica su questo frangente la citazione Frommiana “Meno ho, più sono in grado di amare”.
Interessante anche l’intervento del dottor Roberto Moretto che ha chiuso l’incontro. Ragionando per estremi – “perché ragionare su pensieri comuni non crea più effetti”- Moretto ha mostrato come all’interno delle dinamiche familiari le interazioni portano a un processo di educazione bidirezionale.  “Il ruolo del genitore dovrebbe essere non tanto quello di dire, quanto quello di ascoltare”.

 

Da “RisVeglio Duemila”, 27 gennaio 2007

PADRE DINO DOZZI ALL’INCONTRO SUL TEMA DELLE MISSIONI
di Giuseppe Vincelli

Quello delle Missioni è uno degli argomenti di scontro tra credenti e non credenti, di cui si è occupato – secondo programma – il Punto d’incontro Ai Cappuccini mercoledì 17 gennaio scorso. L’incontro, svoltosi nell’aula magna del Liceo Scientifico “Oriani”, si è valso dell’esposizione di don Dino Dozzi (direttore della rivista Messaggero Cappuccino) e della prof. Laura Montanari ( in sostituzione di Giovanni Santoro, impossibilitato a presenziare).  Secondo la formula adottata in questo ciclo di incontri, la manifestazione si è aperta con la proiezione di frammenti cinematografici che hanno aiutato i presenti ad immergersi nel tema mostrando aspetti delle attività connesse alle missioni; dal canto suo, l’apporto del dibattito svolto nella classe IV E del Liceo Scientifico, i cui risultati sono stati presentati da due ragazze della classe con il garbo e la sintesi consentita dalla grafica computerizzata, ha aiutato a mettere a fuoco gli atteggiamenti correnti sulle missioni, dalla presa di distanza preconcetta sino al coinvolgimento pietoso per le sofferenze di tante popolazioni incolpevoli.   Don Dino ha presentato l’approccio cattolico della “missio ad gentes”, fondamentalmente ispirata a diffondere la conoscenza del messaggio cristiano come veicolo di amore e di ottimismo, da coltivare al di là delle difficoltà del vivere. Ma l’obbiettivo dell’evangelizzazione presso le popolazioni sottosviluppate trascina con sé l’esigenza della promozione umana e il debito della solidarietà, guidato dall’ascolto per individuare gli aiuti giusti da porgere (educazione, sanità, sviluppo produttivo, ecc.).  La prof.ssa Montanari, dichiarando la sua posizione di laica, ne ha fatto discendere una serie di riserve sull’azione missionaria dei cattolici, esprimendosi in dubbi e proposte alternative. Ad esempio:
“ l’aiuto che si porta è un fine o solo un mezzo per convincere all’adesione da una posizione di forza?
“ come si può parlare di “amore di Dio” a intere popolazioni sulla soglia della povertà e della morte?
“ ciò che i missionari perseguono è davvero l’aiuto all’altro, o non piuttosto un qualche obbiettivo personale (come realizzarsi o compensare propri bisogni psicologici)?
“ se la missione è spesso spostamento in paesi lontani, perché non trovare anche vicino bisogni da soccorrere?
Dal pubblico in sala sono state riferite alcune commoventi esperienze dirette di “missioni”: l’aiuto da ciechi ad organizzazioni di ciechi residenti sia in Italia che in paesi africani, l’assistenza a bambini degenti in ospedale dall’ associazione ravennate “ Clown in ospedale”. Le loro motivazioni sono state riassunte da questa frase di uno degli intervenuti :” Noi amiamo, il Signore converte!”  Anche la risposta di padre Dozzi non è mancata: “Il missionario va con amore verso l’altro che non conosce il Signore, tutto il resto è conseguenza!”


Da “La Voce di Romagna”,   dicembre 2006
 
ALL’ORIANI IN CERCA DELLA VERA FEDE
di Federico Spadoni 

Che cos’è la Fede? E’ un elemento tangibile e osservabile o un fattore talmente astratto da non poter distinguere chi ne è portatore da chi si considera ateo? Queste sono solo alcune delle domande emerse nel primo dibattito del ciclo di incontri “Leggiamo e parliamone insieme” promosso dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini e tenutosi ieri pomeriggio al Liceo Scientifico Oriani. L’incontro, dal titolo “Fede. Valore aggiunto per la vita dell’uomo?” ha visto protagonisti gli studenti della classe IV C dell’Oriani e una platea composta da un discreto numero di under 20 ( cosa insolita per occasioni del genere).
Emerge tra i ragazzi, rappresentati da Marco e Alessia, la difficoltà di dare una definizione condivisa del termine “fede” ed è particolarmente complicato cercare di descrivere un fenomeno che presenta due lati apparentemente opposti quali sono le istituzioni e la vita soggettiva di ogni singolo individuo. Il dibattito,aperto dalla proiezione di due frammenti cinematografici tratti da “Francesco giullare di Dio” di Roberto Rossellini e “Mary” di Abel Ferrara, è stato affrontato anche da altri due punti di vista: quello religioso, rappresentato da padre Dino Dozzi e quello laico, esposto dalla professoressa  Maria Paola Patuelli. Dall’incontro di queste tre dimensioni sono emersi molti dubbi e pareri contrastanti. Unico punto fermo: la dimensione interpretativa che caratterizza ogni tipologia di fede.  Alla fine gli stessi ragazzi hanno convenuto che “parlare di fede non può che rispecchiare i diversi modi di viverla”.
 

Da “RisVeglio Duemila”, 23 dicembre  2006

Dibattito sulla Fede presso “Ai Cappuccini”

E’ UN VALORE AGGIUNTO?
di Giuseppe Vincelli

Il 13 dicembre scorso è stato proposto il primo tema al Punto d’incontro “Ai Cappuccini” per il ciclo di incontri “Leggiamo e parliamone insieme 2006-2007”: Fede. Valore aggiunto per la vita dell’uomo?.  Secondo la metodologia del centro, esso è stato affidato a due relatori di diverso orientamento ed, inoltre, è stato discusso in una classe liceale ( la IV C del Liceo Scientifico Oriani) in modo da preparare un’esposizione anche del punto di vista dei giovani. Così l’evento culturale si è svolto secondo la sequenza: apertura – interventi – dialogo.
Nell’apertura, la proiezione di brevi sequenze tratte dai film “Francesco, giullare di Dio” (1950) e “Mary” (2005), hanno inteso offrire, con l’immediatezza della visione filmica, stimoli emotivi tali da portare la coscienza personale dei presenti ad immergersi nei temi che durante l’incontro venivano evocati dalla parola. Negli interventi, l’esposizione è stata polarizzata da padre Dino Dozzi, direttore di “Messaggero Cappuccino” e da Maria Paola Patuelli, nota opinionista laica, che rispettivamente hanno interpretato la posizione cattolica e atea.
Don Dozzi, rilevando che parlare della (propria) fede significa aprire al pubblico le proprie intime risposte e, in definitiva, la propria identità personale, per cui lo si fa con un certo ritegno, ammette che ciò che contraddistingue il credo cristiano è la basilare fiducia nella esistenza di Dio e nella sua presenza benevola nella Storia e nel mondo. L’incontro con Dio avviene secondo vicende individuali, per cui alcuni sembrano “preferiti” altri non lambiti da tale preferenza. Certamente riuscire a rapportarsi con Dio è più agevole se si riesce a parlare e a contemplare Dio. Per questo intimo colloquio è bene servirsi della stessa Parola di Dio, come ci raggiunge attraverso le Scritture. La Bibbia ci appare come un lungo cammino, non solo per il popolo ebraico, ma anche per noi stessi, lettori qui ed ora: essa ci si offre come un dono. Don Dozzi sottolinea che è proprio della Fede presentarsi non  come risultato di un ragionamento, ma come un abbandono o un “salto” in braccio al divino.  Al contrario, l’esposizione della prof. Patuelli appare orientata da un abito mentale scientifico,volto alla ricerca dei dati del problema, tale che ella procede passo passo attraverso la lettura dei significati della voce “fede” (senza aggettivi) desunti dai dizionari. E’ anche questo un lungo percorso che parte dal senso di fede colto dai Greci ( “ fiducia, lealtà, ragione”), per avviarsi attraverso l’anello matrimoniale (“segno di immutabilità”), le verità rivelate, l’estasi (Plotino), il dono ( Sant’Agostino, Lutero), il senso della vita, la sofferenza, la bontà della natura umana (Rousseau), la fede nell’umanità dell’uomo tecnologico, la fede nei fatti e nel progresso (Hegel) contro l’ “incredibile” resurrezione della carne. Questo percorso perviene infine, ai giorni nostri, al “possesso di una verità indiscussa” e ai totalitarismi e agl’integralismi che si nutrono di fedi “accecate e accecanti”. Quest’odierno punto d’arrivo ci presenta un’umanità divisa, smarrita tra innumerevoli novità, quando invece sarebbe auspicabile la concordia tra i diversi, alimentata da fiducia e, in carenza, da speranza.  Abbiamo visto proposta dai due relatori un’umanità piena di dignità nella ricerca, ed è questo il loro merito.
Ma il dialogo seguente si è concentrato sul contrasto tra le due posizioni che hanno evidenziato, da parte dei non credenti, la richiesta di comportamenti coerenti con la fede dei credenti e, dall’altra, l’esigenza di un cuore pensante anziché di un mero apparato conoscitivo per rispondere alla domanda di senso che si leva dalla realtà.
E’ qui forse l’aspetto più problematico dell’ evento, per cui abbiamo visto i giovani invitati a dover scegliere tra due modalità di comprensione del reale che, invece, potrebbero, in momenti e situazioni diverse, essere entrambe accoglibili. Non sarebbe utile dal punto di vista educativo sottolineare di più la provvisorietà ( diremmo la vacuità) del modello dei contrapposti agonismi? Non è meglio spiegare la propria libera scelta piuttosto che il difetto dell’altro?


Da “RAVENNA E DINTORNI”, 14 dicembre  2006

I VALORI DI OGGI TRA ETICA, FILOSOFIA E RELIGIONE
di Chiara Poletti 

Il tempo è un bene di consumo? E il rispetto, dobbiamo ancora impararlo? Questi e altri interrogativi saranno argomento di un nuovo ciclo di incontri intitolati “Leggiamo e parliamone insieme” per riflettere sui valori della società moderna da un punto di vista etico, filosofico e sociale, tra laici e cristiani all’interno di una dialettica aperta a giovani e adulti. L’iniziativa è organizzata dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini di via Felicia Rasponi, un gruppo di aiuto ai poveri nato nel 2003 dall’unione dei frati Cappuccini, i Francescani Secolari e un gruppo di volontari laici che in questi anni hanno esteso le loro attività alla sfera culturale. Gli incontri mensili (ore 16,30 Aula Magna del Liceo Scientifico Oriani) vedranno la partecipazione di padre Dino Dozzi, di relatori di formazione laica e degli studenti dei licei Classico e Scientifico. Il 17 gennaio si parlerà del valore della Missione. Il 28 febbraio il tema sarà la Famiglia. Il 21 marzo si discuterà di Ecologia, il 18 aprile del valore del Tempo e il 16 maggio si parlerà del Rispetto. Una sintesi degli argomenti trattati sarà disponibile sul sito internet  www.aicappuccinidiravenna.it.
Per chi vorrà approfondire la conoscenza dello spirito francescano dei Cappuccini, dal 6 febbraio partirà un nuovo corso dell’Università degli Adulti “Bosi- Maramotti” nella sezione “Spiritualità e storia” con la partecipazione di padre Dino Dozzi , Maria Paola Patuelli e Laura Montanari.
Info tel. 0544 213362.


Da “RisVeglio Duemila”,   9 dicembre  2006

Partono gli incontri promossi dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini”
di Giuseppe Vincelli

“LEGGIAMO E PARLIAMONE INSIEME” 

E’ possibile dimostrare praticamente che persone e gruppi animati da ispirazioni diverse possono –partendo da una stessa base di valori - colloquiare e, incontrandosi, arricchirsi reciprocamente dei contributi di esperienza e di cultura separatamente acquisiti? E’ possibile.
Intende dimostrarlo con il suo programma di attività il Punto d’Incontro Ai Cappuccini, che raccoglie forze, oltre che dei Cappuccini, di francescani secolari e di operatori laici volontari, confluenti in una composita serie di iniziative programmate nei prossimi mesi. Si va dalla raccolta d’indumenti a favore  di famiglie povere e di immigrati all’offerta di 150 “sportine” piene di generi alimentari per contribuire a far trascorrere decentemente il Natale; o dall’accogliere e “ascoltare” persone con varie difficoltà che accorrono alla sede di via Felicia Rasponi per orientarle e incoraggiarle, sino a organizzare corsi di Italiano per stranieri che vivono da poco tra noi.
In particolare, per il terzo anno,  si avvia dal 13 dicembre la serie di incontri mensili tra giovani e adulti, con le voci di credenti e non credenti, dedicati a temi del vivere odierno.  Ne ha parlato padre Dino Dozzi, direttore della rivista “Messaggero Cappuccino”, che ha sottolineato il desiderio dei religiosi di aprirsi alla città, condividendone i problemi e offrendo l’ausilio che può venire dai valori francescani.  Gli hanno fatto seguito le professoresse Laura Triossi e Laura Montanari, che si sono soffermate sugli aspetti e le novità organizzative dell’iniziativa, che questa volta sarà ospitata nell’Aula Magna del  Liceo Oriani (inizio ore 16,30) e beneficerà di un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
L’Assessore all’Istruzione Superiore di Ravenna, Susanna Tassinari, ha espresso l’apprezzamento del Comune per un’iniziativa culturale che potrà contribuire a migliorare la qualità della vita e tradursi in un beneficio per i giovani che vi parteciperanno.


Da “QUI MAGAZINE”,   8 dicembre 2006

Al via a dicembre la terza edizione di “Leggiamo e parliamone insieme” promossa dai Cappuccini.

Da febbraio un Corso all’Università per Adulti 

LA PAROLA DI SAN FRANCESCO
di Federica Ferruzzi 

Il Punto d’Incontro Ai Cappuccini continua a proporre l’attualità di San Francesco attraverso la terza edizione di” Leggiamo e parliamone insieme”, sei incontri a cadenza mensile dedicati al confronto sui temi dell’oggi e realizzati con gli studenti dei licei Classico e Scientifico. Accanto a padre Dino Dozzi saranno presenti relatori laici. Si comincerà mercoledì 13 dicembre nell’Aula Magna del Liceo Scientifico con Maria  Paola Patuelli, che si interrogherà sulla Fede insieme ai ragazzi della IVC dell’Oriani, mentre il 17 gennaio Giovanni Santoro rifletterà sulle Missioni con la classe IVE sempre dell’Oriani. Il 28 febbraio invece Roberto Moretto aprirà un dibattito sulla Famiglia con gli alunni delle classi IIIB e VA ( psicopedagogico) del Liceo Alighieri. Il 21 marzo Marco Ferrari e la classe VF dell’Oriani saranno chiamati a riflettere sul problema dell’Ecologia.
Il 18 aprile Alba Trombini ragionerà sul Tempo con la classe IVA del Liceo Oriani e IIIB del Liceo Classico (psicopedagogico).  Chiuderà la rassegna Francesco Medri parlando del Rispetto e coinvolgendo le classi IVB e IVF del Liceo Oriani e le classi IIIB e IVB del Liceo Classico (psicopedagogico).  Gli argomenti, mutuati dalla rivista “Messaggero Cappuccino”, da quest’anno saranno introdotti da un breve filmato cinematografico. “Si tratta di un’iniziativa importante perché rende i giovani protagonisti –commenta l’Assessore all’Istruzione Superiore Susanna Tassinari – invitandoli a riflettere sull’importanza del dialogo e del confronto”.  L’attività del Punto d’Incontro ha inoltre sollevato l’interesse della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che da quest’anno contribuisce alla realizzazione degli incontri.
Da febbraio infine il Punto d’Incontro inaugurerà un ciclo di lezioni dal titolo “Dare un luogo all’utopia. La testimonianza di Francesco d’Assisi”, nell’ambito della sezione “Spiritualità e storia” inserita nel programma dell’Università per gli Adulti “Bosi Maramotti”. Il corso sarà articolato in sei lezioni che cominceranno il 6 febbraio 2007 e verranno ospitate nella sala del Centro Missionario di via Oberdan,3. (per informazioni 0544 30171)


Da “La Voce di Romagna”,  1 dicembre 2006                       

Ripartono gli incontri tra Chiesa, ragazzi e mondo laico al liceo scientifico
di Federico Spadoni

FEDE E FAMIGLIA: PARLIAMONE CON I CAPPUCCINI

Ravenna. Si apre il ciclo di incontri "Leggiamo e parliamone insieme", l'iniziativa promossa dal Punto di incontro ai Cappuccini. l'organizzazione, nata nel 2003 dalla collaborazione di frati cappuccini, terziari francescani e laici, è promotrice di attività di solidarietà nella città di Ravenna e oltre. Il cospicuo insieme di iniziative comprende raccolta e distribuzione di indumenti, centro di ascolto per favorire accoglienza e dialogo ai bisognosi con particolare attenzione alle donne, sostegno dei missionari cappuccini in Etiopia e altro ancora. Ma l'elenco non si limita a opere umanitarie e si estende anche all'organizzazione di eventi di portata culturale; è il caso dell'iniziativa "Leggiamo e parliamone insieme", giunta alla terza edizione e curata da padre Dino Dozzi, Laura Montanari, Donatella Senno, Roberto Tonelli e Laura Triossi. Fede,missioni, famiglia, ecologia, tempo, rispetto: questi i temi previsti che, posti sotto forma di interrogativi, non hanno un'unica risposta possibile e permettono interpretazioni multiple, lasciando libero spazio al dibattito. Gli argomenti verranno infatti affrontati da tre punti di vista: religioso, laico, giovanile. Per questo motivo ogni incontro sarà condotto da padre Dino Dozzi per l'aspetto religioso, da un esperto laico diverso a seconda dell'argomento e dagli studenti dei liceo classico "Alighieri" e scientifico "Oriani". In particolare i ragazzi, coordinati dai docenti, presenteranno le loro riflessioni a partire dalla lettura di articoli tratti dalla rivista "Messaggero Cappuccino" divenendo quindi tra i protagonisti dell'incontro. Differenti opinioni e ideologie saranno messe a confronto favorendo così l'incontro fra punti di vista a volte discordanti. E' proprio questo lo scopo dell'iniziativa che, avvicinandosi alle scuole, cerca di diminuire la distanza tra adulti e ragazzi, tra mondo ecclesiastico e laico. Soddisfatta dell'evento è anche l'assessore all'Istruzione Susanna Tassinari che ha sottolineato l'importanza di incentivare attività di questo genere e di allargare la platea dei soggetti a cui indirizzare massaggi educativi e formativi. Inoltre il successo del ciclo di incontri negli anni passati ha attirato l'attenzione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che ha quindi deciso di appoggiare l'iniziativa. Gli incontri inizieranno con il primo dibattito dal titolo "Fede. Valore aggiunto per la vita dell'uomo?" che si terrà mercoledì 12 dicembre nell'aula magna del liceo scientifico.


Da “CORRIERE ROMAGNA”,  1 dicembre 2006 

L'iniziativa. Nuovo ciclo di incontri dei Cappuccini di Ravenna

LO SPIRITO DELLA STORIA - Al centro la figura di S. Francesco
di Federica Ferruzzi 

Ravenna. Il mondo cappuccino continua a proporsi alla realtà cittadina e, per il 2006, ha deciso di rivolgersi oltre che al pubblico degli studenti, anche a quello degli adulti. Oltre alla terza edizione dell'iniziativa "Leggiamo e parliamone insieme" è in programma un ciclo di lezioni su S. Francesco nell'ambito della sezione "Spiritualità e storia", inserita nel programma dell'università degli adulti. La prima proposta prevede sei incontri mensili dedicati al confronto su temi dell'attualità, realizzati con studenti dei licei classico e scientifico. "La seconda rappresenta la novità di quest'anno - spiega - Laura Montanari, coordinatrice- e tratterà la figura del santo fondatore dell'Ordine con un approccio di tipo pluralistico, che sarà affidato a docenti di diversa formazione". Le sei lezioni del corso "Dare un luogo all'utopia. La testimonianza di Francesco d'Assisi" cominceranno non prima del 6 febbraio nella sala del centro missionario di via Oberdan ( per info 0544-30171). Già dal 13 di questo mese partiranno invece gli incontri con i ragazzi ospitati nell'aula magna del liceo Scientifico. "La formula rimane quella già collaudata, che vede confrontarsi su temi dell'attualità laici e credenti. Insieme a loro ci sono i ragazzi, che si riconfermano i veri protagonisti del progetto". Gli argomenti, mutuati dalla rivista mensile "Messaggero Cappuccino", spazieranno dal rispetto all'ecologia alla fede, e saranno oggetto di uno studio in classe da parte degli alunni che, di volta in volta, affiancheranno padre Dino Dozzi ed un relatore laico. Inoltre, per meglio stimolare l'immaginario dei ragazzi, da quest'anno, i singoli incontri saranno introdotti da un breve filmato cinematografico. Ad inaugurare la prima lezione dal titolo "Fede. Valore aggiunto?" sarà Maria Paola Patuelli, insieme a Dozzi e alla classe IV C del Liceo A. Oriani. "Si tratta di un'iniziativa importante perchè recupera i valori di dialogo e di confronto - commenta - l'assessore comunale all'istruzione Susanna Tassinari - e li trasmette ai giovani, che rappresentano il futuro della società". L'attività del centro ha inoltre sollevato l'interesse della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che da quest'anno contribuisce alla realizzazione degli incontri della rassegna " Leggiamo e parliamone insieme".


Da “Il Resto del Carlino”,  1 dicembre  2006

TORNANO GLI INCONTRI CON I CAPPUCCINI

Il "Punto d'Incontro ai Cappuccini" ha presentato il programma annuale delle attività caritative e culturali rivolte alla città, con la quale la comunità di via Oberdan intende dialogare in modo nuovo. Il programma dei Cappuccini  ravennati, guidati da padre Dino Dozzi, sembra prendere alla lettera l'affermazione del manzoniano Fra Galdino, che dice ad Agnese e Lucia:" Noi siamo come il mare, che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi". Sono nate così le raccolte di indumenti a favore dei bisognosi, il centro di ascolto per prendere coscienza dei problemi di quanti hanno difficoltà a inserirsi nella società e l'operazione sportine per la distribuzione di viveri a lunga conservazione offerti dai benefattori. Quest'anno, inoltre, il "Punto d'incontro" ha anche ottenuto di inserire nei corsi dell'Università per adulti Bosi Maramotti, una serie di lezioni dedicate alla figura di San Francesco. C'è anche molta attenzione per il mondo giovanile e a questo proposito verrà riproposto il ciclo di conversazioni "Leggiamo e parliamone insieme", un dibattito aperto al quale sono invitati in particolare gli studenti dei due licei cittadini a discutere su temi trattati nella rivista "Messaggero Cappuccino", che il direttore Dino Dozzi sta trasformando in uno strumento di dialogo e di confronto. Il primo incontro avrà luogo il 13 dicembre alle 16:30 nell'aula magna del liceo scientifico "A.Oriani". Alla presentazione era presente l'assessore Susanna Tassinari che ha sottolineato l'importanza di queste iniziative, espressione del senso di solidarietà, "valore fondante del vivere civile".   (f.g.)