PUNTO D'INCONTRO
AI CAPPUCCINI
   
 Via Felicia Rasponi 1,3,5 - 48100 Ravenna
Tel 0544-30022
E-mail: puntodincontrofrancescano@gmail.com
 

 

 

                          

    

 
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Quello che i giornali locali hanno scritto di
Leggiamo e parliamone insieme 2007-2008

 
             

Da “RisVeglio Duemila”, 26 aprile 2008
TRA EMARGINAZIONE E INTEGRAZIONE
di Giuseppe Vincelli

Si avvia alla conclusione a Ravenna il ciclo di incontri del Punto d’incontro Ai Cappuccini dedicato agli “Itinerari di erranza e di speranza” per individuare i vari contributi e i diversi linguaggi con cui sono state commentate la vicende di emigrazione. Mercoledì 16 aprile il tema specifico era “ Dentro l’anima migrante. Pagine” per mostrare l’animo con cui tanti italiani tra l’800 e il 900 hanno affrontato il dramma dell’esodo e come esso è stato descritto dalla letteratura: non solo quella seria, ma anche quella che si è espressa nelle canzoni popolari o nelle appassionate lettere dall’esilio. Il compito è stato svolto con la consueta orchestrazione di contributi diversi, dalla prof. Laura Montanari ( che ha tracciato il quadro degli apporti letterari), dalle vibrazioni suggerite da due interessanti figure di attori, Francesca Mazzoni e Michele Morigi ( che hanno ridato vita ad alcune voci poetiche) e dai contributi degli studenti della classe IIIA Erica dell’Istituto”Ginanni”, che avevano riflettuto in aula sul fenomeno migratorio sotto la guida della prof. Marina Ricci. Ne è risultata una galleria di affreschi e di suggestioni – anche con l’apporto non secondario di vecchie immagini proiettate e della registrazione di struggenti canti popolari – efficaci nel ricreare con vivezza quella lontana stagione degli addii. Evocati dai versi di Pascoli, dai reportages di De Amicis o dalla prosa di Primo Levi, di Silone  o di Sciascia, come dalle novelle di Corrado Alvaro e di Pirandello, sono apparsi ai nostri occhi il miraggio dell’America, i sacrifici, i costi, le truffe, le intolleranze, i ritorni lieti o sconsolati…
Come non pensare ai frammenti della realtà contemporanea, ai tanti sguardi di diffidenza e di richiesta scambiati sui marciapiedi delle nostre  vie?


Da “RisVeglio Duemila”, 22marzo 2008
TRA REALTA' E FINZIONE
di Giuseppe Vincelli

In quest’anno scolastico il Punto d’incontro “Ai Cappuccini” dedica i suoi pomeriggi mensili a “Itinerari di Erranza e Speranza”, ai quali danno voce di volta in volta i diversi linguaggi espressivi utili per approfondire il tema delle migrazioni.
In precedenti incontri si sono visti i contributi forniti dalla storia, dalla filosofia, dalla Bibbia; mercoledì 12 marzo è stato dedicato al cinema, che pure ha mostrato un certo interesse sin dal suo sorgere al fenomeno delle correnti migratorie del ‘900.
L’incontro si è valso dell’apporto di un esperto (in questo caso il prof. Eugenio Baroncelli, critico cinematografico, giornalista e scrittore) e del lavoro di un gruppo di studenti dell’I.T.C. Ginanni (classe III A Erica) che, avendo visionato in aula alcuni film, ne hanno parlato al pubblico presente nella Sala Battistero.
Cospicuo interesse ha raccolto l’inquadramento di Baroncelli sul valore che realtà e finzione hanno nel racconto cinematografico, sul cui equilibrio incide non solo la tecnica e la sensibilità del regista, ma anche il contributo emotivo dello spettatore, dipendente a sua volta da componenti soggettive e autobiografiche.
Le migrazioni hanno avuto un rilievo eccezionale nei primi tre decenni del ‘900, durante i quali tre milioni di italiani hanno lasciato la terra nativa e venti milioni di emigranti si sono mossi nel mondo alla ricerca di una vita migliore. Perciò tanto i film quanto i documentari dedicati all’emigrazione hanno una forte valenza di verità nella misura in cui si riannodano a episodi di vita vissuta dagli spettatori.
Tuttavia i primi film si sono ispirati a modelli letterari che precedentemente avevano indirizzato la sensibilità del pubblico: si pensi al racconto di De Amicis “Dagli Appennini alle Ande”. Questa origine ha inizialmente orientato la regia alla finzione o, comunque, a un linguaggio più attento all’introspezione “buonista”, nei testi come nelle immagini, piuttosto che alla ricerca delle cause sociali e storiche, a cui i registi successivi sono stati sicuramente più attenti. È tipico di questo genere “Il nuovo mondo” del regista Crialese, di cui alcune sequenze scabre e incisive sono state proiettate anche in sala e poi affidate al commento, ora turbato ora distaccato, degli studenti ravennati.
Il racconto di Baroncelli ha quindi percorso le fasi successive della storia cinematografica dell’emigrazione, con l’esaltazione fascista dei valori italici portati oltremare dai nostri emigranti, e poi con la stagione neorealistica, quando nei film di Mario Soldati “Fuga in Francia” o di Pietro Germi “Il cammino della speranza” comincia ad apparire l’inquadramento sociale dell’emigrazione, a volte insieme al tormento individuale del fuggiasco ingiustamente accusato come in “Montevergine” (del 1937) o in “Catene” (del 1950).
Negli anni ’60 compare una variante in tre film significativi: “Rocco e i suoi fratelli” di Visconti, “I magliari” di Francesco Rosi e “La ragazza in vetrina” di Luciano Emmer. Si tratta di un filone post-letterario che dà rilievo all’ambiente sociale ma mostra un certo disinteresse per la realtà, curando più l’esportabilità delle vicende e delle situazioni per una loro fruibilità commerciale da parte degli spettatori anche all’estero.

Gli ultimi titoli ricordati sul tema dell’emigrazione sono “America” di Amelio (1994) e “Cinema della mia vita” di Scorzese (2001). Con quest’ultimo film siamo ormai ai nostri giorni, alla seconda generazione di emigrati, a cui il regista dà voce servendosi di frammenti e situazioni filmiche recuperati come suoi ricordi d’infanzia. E nei nostri giorni, come dall’altra costa dell’oceano, osserviamo tra noi avanzare i nuovi immigrati dall’est e dal sud del mondo: cinema e realtà si confondono con uguale vigore.


Da
“RisVeglio Duemila”, 23 febbraio 2008
C'E' UNA SOLA UMANITA'
Interessante il dibattito sul tema degli immigranti
di Giuseppe Vincelli

È stato di recente solennizzato il “Giorno della Memoria”, nel ricordo di tanti italiani che sono emigrati per cercare all’estero il superamento di un passato umile e il recupero di una dignità di vita che in patria sembrava irraggiungibile. Anche il Punto d’incontro “Ai Cappuccini” ha dedicato il terzo appuntamento del ciclo di conferenze 2007-2008, lo scorso 13 febbraio, a “Itinerari di erranza e di speranza”, attraverso una esposizione del prof. Marco Ferrari dell’Istituto Tecnico N. Baldini, integrata dagli interventi di studenti dello stesso istituto (classe V/a Elettronica) e della classe III/a Erica del Ginanni.
Lo stile sobrio ma documentato e commovente del prof. Ferrari ha saputo sollecitare i presenti – giovani e adulti – con la lunga odissea di tanti emigranti che hanno affrontato la lontananza dai luoghi natii e dai familiari lasciati in patria. Ancora più duro molte volte è stato l’incontro di popoli e ambienti diversi dai nostri per credenze, tradizioni e abitudini, che hanno contribuito a rendere più amaro il pane conquistato con la fatica e la sofferenza.
Il ricordo di questi nostri connazionali è testimoniato tra l’altro oggi dalla presenza di tanti oriundi italiani fuori d’Italia, ormai inseriti nelle comunità dei paesi oltr’Alpe e oltremare, a testimonianza della loro tenacia e del loro impegno. Ma non va taciuto che a volte le cronache hanno tramandato episodi in cui gli italiani si sono segnalati per atti contro la legalità (per esempio la mafia), o per violenze e terrorismo (ricordiamo l’attentato contro Napoleone III e contro il presidente americano Franklin D. Roosvelt o l’assassinio dell’imperatrice Elisabetta d’Austria), che hanno impressionato l’opinione pubblica mondiale, contribuendo a un’immagine negativa del nostro popolo.
Ma non possono peraltro dimenticarsi esempi di connazionali che hanno contribuito positivamente alla vita e alla cultura dei paesi che li hanno accolti (come il fisico Enrico Fermi, il sindaco di New York Fiorello La Guardia, l’ispettore della Polizia americana Petrosino). Sul filo di queste memorie, il pensiero corre alle tante presenze di stranieri che oggi vivono in Italia e che in vario modo – in bene e in male – contribuiscono alla convivenza nazionale del nostro paese. Oggi l’Italia è tra gli stati più avanzati del mondo e perciò attira dai paesi meno fortunati, anche lontani dai nostri confini, intense correnti migratorie di gente in cerca di migliore fortuna. Gli italiani, che hanno già vissuto direttamente il dramma dei migranti, dovrebbero comprendere le loro difficoltà e superare l’ostilità che a volte essi suscitano in chi si sente offeso dalla loro presenza tra noi. Il discorso del prof. Ferrari e le testimonianze dei suoi studenti hanno fatto intendere che siamo una sola umanità …


Da “RisVeglio Duemila”,  26 gennaio 2008

VERSO LA TERRA PROMESSA
Secondo incontro Ai Cappuccini
di Giuseppe Vincelli 

Il secondo appuntamento del Punto d’Incontro Ai Cappuccini 2007/2008 si è svolto il 16 gennaio scorso. Il tema, La speranza: verso la Terra promessa, è stato affidato al padre Giuseppe De Carlo, superiore dei Cappuccini di Cento. Da esperto biblista, egli ha attinto ampiamente dalle Scritture per illustrare come il fenomeno delle migrazioni non sia stato solo parte della Storia, ma anche profondo ispiratore del pensiero religioso, e in specie del pensiero ebraico-cristiano. Nella Bibbia infatti si fa costante riferimento all’attitudine ad errare dell’uomo: dall’invito a popolare la terra rivolto da Dio ad Adamo ed Eva l’uomo biblico è sempre in movimento per operare nel giardino a lui destinato. La sua vocazione è di custodire e coltivare, non solo la terra, ma anche le relazioni fondamentali (con l’ambiente, con i fratelli, con Dio). Il suo impegno è di recuperare e di correggere gli errori commessi. Così, dopo l’uscita dall’Eden andando verso Oriente, l’uomo Abramo è inviato dalla Parola di Dio verso Occidente. Analogamente dopo la cattività d’Egitto, Mosè deve ricondurre il suo popolo verso la Terra promessa, attraverso quaranta anni errabondi nel deserto e solo dopo aver ottenuto l’alleanza del Sinai. L’errare è sinonimo di maturazione, di conquista, di speranza. Anche nel Nuovo Testamento Gesù si fa pellegrino e via verso il regno di Dio. Egli invita i suoi discepoli a seguirlo con la promessa che così erediteranno la terra. L’insegnamento delle Scritture suggerisce che la vita è cammino e il cammino è formativo perché conduce alla sapienza. Anche se il non credente può essere restio a lasciarsi ispirare in questo senso dalla Bibbia (come ha rilevato la prof. Montanari) è indubbio che l’atteggiamento religioso apre gli uomini al confronto delle idee ed alla fratellanza. Perciò, ha osservato padre Dozzi, gli incontri tra credenti e non credenti promossi dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini sembrano esperienza più sensata di quella vissuta nei giorni scorsi all’Università  La Sapienza di Roma, all’insegna dell’incomunicabilità.


Da “QUI MAGAZINE”, 14 dicembre 2007
"ITINERARI DI ERRANZA E DI SPERANZA" per coinvolgere i giovani
Proseguono le lezioni organizzate dal Punto d’incontro ai Cappuccini 
di Federica Ferruzzi

La formazione culturale rientra a pieno titolo nel programma di iniziative organizzate dal Punto d’incontro ai Cappuccini di Ravenna, il centro di via F. Rasponi che si occupa di assistenza ai bisognosi della città e di aiuto alle missioni dei Cappuccini in Etiopia. Per il terzo anno consecutivo il centro promuove infatti l’iniziativa “Leggiamo e parliamone insieme”, ciclo di appuntamenti mensili realizzati dai volontari laici del Gruppo cultura e da padre Dino Dozzi, in collaborazione con le scuole superiori della città. Quest’anno le classi coinvolte saranno la VA Elettronica dell’Istituto Tecnico Industriale Baldini e la IIIA Erica dell’ Istituto per Ragionieri Ginanni. Il tema proposto sarà quello dell’emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento, “nella convinzione che il recupero della memoria storica possa essere utile a considerare l’immigrazione di oggi con maggiore consapevolezza”. Dopo l’incontro introduttivo del 10 dicembre condotto da M. Paola Patuelli (che si è svolto dalle ore 16,30 alle 18,00 presso la sala del Centro Missioni di via Oberdan, 3 come i successivi), mercoledì 16 gennaio si proseguirà con la lezione tenuta da padre Giuseppe De Carlo dal titolo “La speranza. Verso la “terra promessa”. Mercoledì 13 febbraio Marco Ferrari si avvarrà del linguaggio della storia e della cronaca per introdurre il tema degli “Italiani per terre e per mari. Un’odissea”. Il 12 marzo il cinefilo Eugenio Baroncelli proporrà “Tra realtà e fiction. Storie” utilizzando il linguaggio cinematografico. Il penultimo incontro del 16 aprile sarà condotto da Laura Montanari e avrà per titolo “Dentro l’anima migrante. Pagine”. La rassegna verrà conclusa l’8 maggio dalla lezione “Immigrati. Tra emarginazione e integrazione” del professore Enzo Morgagni. L’iniziativa gode del supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e degli Assessorati all’Istruzione e all’Immigrazione del Comune.


Da “RisVeglio Duemila”,  8 dicembre 2007

"LEGGIAMO E PARLIAMONE INSIEME"
di Giuseppe Vincelli 

L'attività del Punto d’incontro ai Cappuccini, iniziata nel 2003, comincia quest'anno il suo quinto ciclo "Leggiamo e parliamone insieme", incontri di conversazione tra giovani ed adulti, tra scuola e cittadinanza, tra laici e Cappuccini, lunedì 10 dicembre alle ore 16.30 nella sala di via Oberdan 3, a Ravenna; prima relatrice sarà la prof.ssa Maria Paola Patuelli ,che affronterà attraverso il linguaggio della filosofia il tema comune dei sei incontri "Itinerari di erranza e speranza"(dedicato alle migrazioni).
Come è consuetudine, il progetto prevede la collaborazione di studenti delle Scuole Superiori (questa volta l'Istituto Tecnico Industriale N. Baldini e il Tecnico per Ragionieri G. Ginanni), con l'intento di coinvolgerli su temi di viva attualità e aprendosi alla comunicazione in ambito extrascolastico. Si attiva così un quadro di collaborazione civile con diversi enti cittadini, a cominciare proprio dal Punto d’incontro (a cura di padre Dino Dozzi), l'Università per gli Adulti Bosi Maramotti, docenti scolastici, ecc. Sostegno è stato promesso anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dall'Assessore comunale all'Immigrazione Farabegoli. Questi, intervenendo alla conferenza del Punto d'incontro, ha voluto sottolineare l'interesse che tale esperienza può costituire non solo per i giovani che vi parteciperanno, ma per un processo di maturazione collettiva della città nei confronti di un fenomeno (quello delle immigrazioni) che sta cambiando la vita collettiva, a cui va data tutta la visibilità possibile per pianificare adeguatamente l'accoglienza.


Da “RAVENNA E DINTORNI”,  6 dicembre 2007

MIGRANTI, TRA ITINERARI DI ERRANZA E SPERANZA
di Federica Argelli

Prenderà il via il 10 dicembre la serie di incontri mensili di letture e confronto "Leggiamo e parliamone insieme" organizzato dal Punto d’incontro ai Cappuccini. L'iniziativa, giunta alla terza edizione, si occuperà  di "Itinerari di erranza e speranza"  riflettendo sul fenomeno dell'emigrazione come costante storica del comportamento umano, per bisogno o per scelta, dai viaggi della speranza degli italiani di fine Ottocento a quelli odierni verso il nostro paese.
Gli incontri si svolgeranno alle 16.30, nella sala "Centro Missioni", con il seguente programma: il 10 dicembre Maria Paola Patuelli parlerà sul tema "Errare" è umano. Esempi di nomadismo nei tempi"; il 16 gennaio padre Giuseppe De Carlo interverrà su "La speranza. Verso la "terra promessa"; il 13 febbraio Marco Ferrari proporràs "Italiani per terre e per mari. Un'odissea"; il 12 marzo sarà la volta di Eugenio Baroncelli con "Tra realtà e fiction. Storie"; il 16 aprile Laura Montanari rifletterà "Dentro l'anima migrante. Pagine", e infine l'8 maggio Enzo Morgagni esporrà la questione "Immigrati. Tra emarginazione e integrazione". All'iniziativa prenderanno parte anche classi di studenti  l'Itis "Baldini" e del "Ginanni" di Ravenna. E ai ragazzi delle scuole ravennati sarà rivolta la novità di quest'edizione, lo spettacolo teatrale della Compagnia delle Acque, tratto dal libro L'orda di Gian Antonio Stella, che sarà presentato a marzo.
"In questi anni - ha spiegato Laura Montanari, organizzatrice dell'iniziativa - abbiamo modificato la metodologia degli incontri, mantenendo però i tre obiettivi fondamentali, le tematiche di attualità  che inducono ad una riflessione interiore, la valorizzazione dell'ascolto e confronto tra persone differenti e il tentativo di aprirsi alla città per costruire messaggi positivi.
"E' importante il coinvolgimento dei giovani, - ha commentato l'assessore comunale all'Immigrazione Ilario Farabegoli al termine della presentazione dell'iniziativa - la fascia più debole e maggiormente sottoposta alle ingiustizie della società perché a loro toccherà portare avanti il progetto di convivenza con gli immigrati sulla base degli strumenti che gli adulti di oggi lasceranno loro. Su questi temi dell'integrazione e del dialogo interculturale è necessario costruire una rete per mettere in comune tutte le esperienze, come questo ciclo di incontri".
Sulle recenti polemiche legate alla moschea e al campo nomadi, Farabegoli ha sottolineato il ruolo importante delle amministrazioni locali nella pianificazione dell'accoglienza degli immigrati e nella gestione di una fondamentale questione di diritto, come la ricerca di uno spazio adeguato per l'esercizio del culto.


Da “CORRIERE ROMAGNA”, 30 novembre 2007

L'EMIGRAZIONE ITALIANA RACCONTATA AI RAGAZZI 
di Federica Ferruzzi 

RAVENNA. Oltre ad occuparsi di solidarietà in ambito cittadino e di aiuto alle missioni in Etiopia, il punto d’incontro "Ai Cappuccini" si interessa di formazione culturale. Per il terzo anno consecutivo il centro di via Felicia Rasponi organizza l'iniziativa "Leggiamo e parliamone insieme", ovvero sei appuntamenti mensili di incontro e riflessione rivolti alle scuole.
Il progetto è organizzato da un gruppo di ex insegnanti coordinati da Laura Montanari, ed è realizzato in collaborazione con padre Dino Dozzi. Indirizzata agli istituti superiori della città, l'iniziativa vedrà quest'anno la partecipazione del tecnico industriale "Nullo Baldini", classe V A Elettronica, e dell'istituto per ragionieri "G.Ginanni", classe III A Erica. Tema dell'edizione 2007, che ha per titolo "Itinerari di erranza e speranza", è la vicenda dell'emigrazione italiana fra Ottocento e Novecento. Gli incontri cominceranno il 10 dicembre (tutte le lezioni si svolgeranno dalla 16.30 alle 18 nella sala del centro Missioni di via Oberdan) e il 16 gennaio con due appuntamenti introduttivi al tema dell'immigrazione, che saranno condotti rispettivamente da Paola Patuelli ("Errare" è umano. Esempi di nomadismo nei tempi) e da Giuseppe De Carlo (La speranza. Verso la "terra promessa"). Mercoledì 13 febbraio si procederà utilizzando il linguaggio delle storia e della cronaca grazie all'intervento di Marco Ferrari, dal titolo "Italiani per terre e per mari. Un'odissea" , mentre il 12 marzo Eugenio Baroncelli affronterà il tema in chiave cinematografica, attraverso la lezione "Tra realtà e fiction. Storie". Il 16 aprile Laura Montanari fornirà un approccio letterario con l'incontro "Dentro l'anima migrante. Pagine", mentre giovedì 8 maggio Enzo Morgagni parlerà di "Immigrati. Tra emarginazione e integrazione" sfruttando il linguaggio delle testimonianze. Il progetto che si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, vede inoltre il coinvolgimento degli assessorati comunali all'Istruzione a all'Immigrazione: "La ragione per cui è nata la collaborazione con il punto d'incontro è dettata dai contenuti del progetto - spiega l'assessore all'Immigrazione Ilario Farabegoli - che rappresentano una vera e propria lezione di vita per tutti, e in modo particolare per i giovani, vera fascia debole in quanto sottoposta alle ingiustizie della società. Oltre che collaborare con le istituzioni, e rimanendo fedele all'insegnamento francescano di promozione del confronto tra realtà diverse, il punto d’incontro "Ai Cappuccini" si è inoltre aperto alle numerose realtà del territorio, come testimonia la collaborazione con l'Università degli adulti Giovanna Bosi Maramotti cominciata lo scorso anno.


Da “La Voce di Romagna”,  30 novembre 2007
Riparte la stagione di appuntamenti con i Cappuccini
L'IMMIGRAZIONE IN SEI INCONTRI

Scuole e missionari riflettono insieme

RAVENNA. L'immigrazione e i problemi che le sono collegati in sei appuntamenti al Punto d’incontro ai cappuccini del centro missioni di via Oberdan. Sono curati dal padre Dino Dozzi in collaborazione con l'Itis Nullo Baldini e Itc Ginanni. La prof. Laura Triossi, del "centro Cappuccini" auspica un coinvolgimento delle scuole e dei giovani sul problema dell'immigrazione e dell'aiuto a chi soffre. Laddove Laura Montanari rileva come crescita a Ravenna del centro significhi collaborazione con altre associazioni come l'Università per gli adulti Bosi Maramotti: "Gli obiettivi sono quelli di far riflettere chi partecipa ai nostri incontri sulla necessità di aprirsi alla città e favorire l'ascolto tra diversi". Gli incontri si terranno da dicembre a maggio. Si parte il 10 con "Errare è umano, nomadismo nei tempi", per proseguire con il 16 gennaio, "La speranza. Verso la terra promessa", 13 febbraio, "Italiani per terre e per mari", 12 marzo, "Il linguaggio del cinema. Tra realtà e fiction",16 aprile "Dentro l'anima migrante", 8 maggio, "Immigrati. Tra emarginazione e integrazione". L'assessore Ilario Farabegoli ritiene valida la collaborazione del Comune con il centro cappuccini: "Di fronte all'intolleranza verso il fenomeno dell'immigrazione occorre dire come stanno le cose. La nostra società sarà sempre più meticcia e gli immigrati vanno visti come soggetto attivo"."I poveri e i senza fissa dimora sono i nostri maestri - conclude padre Dino Dozzi - maestri dei frati intendo. L'itineranza è caratteristica dei francescani, ma anche di tutti i cristiani".